giovedì 22 febbraio 2018

L'igiene orale, non solo per un fattore estetico!

Lavarsi i denti non è solo un problema per l'estetica o per evitare la carie. Ma riduce la formazione di placche aterosclerotiche e malattie cardiache, infarti e ictus.


E' ormai noto che l'igiene orale è di fondamentale importanza per la salute generale dell'organismo.  Secondo recenti studi, la cura dei denti e delle gengive è in relazione con le malattie dell'apparato cardio-circolatorio. In quanto una buona igiene orale può prevenire la formazione di placche aterosclerotiche che consistono nell'indurimento e restringimento delle arterie, oppure endocardite che è l'infiammazione del tessuto interno del cuore. Tutti fattori che portano a malattie cardiache, infarti e ictus.
I batteri presenti nel cavo orale  hanno la capacità di entrare nel flusso sanguigno  e di conseguenza raggiungere i vari distretti del nostro organismo (batteremia). Chi soffre di infezioni gengivali ha più probabilità di soffrire di malattie cardiovascolari rispetto a un soggetto con gengive sane.



Segni di cui preoccuparsi

Secondo l’Associazione Americana di Parodontologia potresti avere un’infezione gengivale se:
  • le gengive sono rosse, gonfie e doloranti al tatto
  • le gengive sanguinano quando mangi, usi lo spazzolino o il filo interdentale
  • vedi del pus in bocca, delle pustole o altri segni di infezioni dentali
  • hai la sensazione che le gengive si stacchino dai denti
  • soffri spesso di alitosi e senti un cattivo sapore in bocca
  • noti un disallineamento dei denti durante la chiusura della bocca
Se vuoi evitare questi disturbi dentali e le possibili conseguenze cardiache, occorre un’igiene orale costante e accurata e una seduta di pulizia dentale professionale ogni 6/12 mesi. 
STUDIO DENTISTICO
 DOTT. ENZO CRUCITTI
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mercoledì 10 gennaio 2018

Patologie orali: campanello d'allarme della celiachia?

Il notevole miglioramento delle conoscenze in materia di malattia celiaca realizzatosi negli ultimi anni ha reso evidente non solo che la malattia è molto più diffusa, ma anche che spesso altre patologie  e condizioni cliniche si associano ad essa.


Oggi lo Studio dentistico del Dott. Crucitti affronta una delle tematiche molto diffuse negli ultimi tempi, su cui ancora in molti hanno dei dubbi o addirittura ignorano il fatto che molti malesseri possano essere dovuti a delle intolleranze.
 La malattia celiaca (MC) è una patologia cronica dovuta all'intolleranza permanente al glutine (la porzione idrosolubile dei cereali), la cui ingestione determina, in soggetti predisposti, la comparsa di lesioni a carico dell'intestino tenue.
I sintomi più diffusi sono gonfiore, dolore addominale e diarrea. Mentre nei casi di chi ancora non sa di essere affetto da celiachia, un sintomo è la stanchezza cronica,  una sensazione costante di debolezza e mancanza di energia. Ma ci sono dei casi in cui questi sintomi sono assenti infatti una buona parte dei celiaci presenta forme di MC più difficile da diagnosticare. Studi scientifici hanno approfondito la questione mettendo in relazione la bocca con la MC, e difatti ne è venuto fuori che molto spesso basterebbe un attento esame obbiettivo della bocca per sospettare la celiachia. Tra le manifestazioni atipiche della celiachia vanno annoverate alcune affezioni interessanti il cavo orale.

Le lesioni che si possono verificare coinvolgono sia i tessuti duri, con difetti della mineralizzazione dello smalto (ipoplasia dello smalto) più o meno gravi ed estesi, sia i tessuti molli con la frequente comparsa di afte (stomatite aftosa ricorrente).Tutte lesioni che possono essere considerate un marker utile per un primo screening di MC. Ciò però non significa che chi presenta questi difetti, automaticamente è celiaco: il senso è avere una conoscenza di queste manifestazioni orali che un tempo erano sottovalutate.


I soggetti in cui viene diagnosticata la MC, vengono poi sottoposti a delle diete "Gluten Free", ovvero diete senza la presenza di glutine. L'utilizzo di queste diete fa ridurre la frequenza e la severità delle ulcere. In sintesi se il celiaco evita il glutine con molta attenzione e risolve i deficit nutrizionali riesce a ridurre notevolmente lo stato infiammatorio generale, e di conseguenza le afte.
Per tutti questi motivi oggi il dentista potrebbe essere la prima figura sanitaria a sospettare la presenza di celiachia per quelle forme atipiche. Da questo si deduce l'importanza della visita di routine dal dentista, che molto spesso viene sottovalutata e ignorata. Difatti molto spesso ci si reca dal dentista solo quando è già presente un problema, rendendo tutto molto più difficile e in alcuni casi più costoso per il paziente. Il messaggio che si vuole far passare è un messaggio che esiste già da tempo, ma che in termini di salute orale spesso non viene messo in pratica, ovvero:"Prevenire è meglio che curare!!!".
Raccomandiamo le visite di routine dal dentista al fine di poter eseguire una tempestiva diagnosi di tutti quei casi che costituiscono la parte sommersa  dell'iceberg celiaco, e di poter prevenire l'insorgenza delle gravi complicanze e delle patologie associate.




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martedì 19 dicembre 2017

Diabete e malattia parodontale

Diversi studi scientifici hanno permesso di mettere in relazione l’aumentata probabilità di sviluppare una parodontite nei pazienti affetti da diabete.




I soggetti affetti da diabete presentano delle disfunzioni del metabolismo glucidico dovute ad una imperfetta produzione di insulina o azione dell'insulina. Ciò provoca l'innalzamento degli zuccheri nel sangue; conseguenza che se non viene tenuta sotto controllo causa l'abbassamento delle difese immunitarie, e l’alterazione della capacità di risposta agli agenti infettivi batterici causati dal diabete. Questi due fattori insieme infatti facilitano l’insorgenza di gengiviti e parodontiti, così come di sanguinamento gengivale, problema aggravato anche dalla ridotta capacità di coagulazione del sangue.



La parodontite è un'infiammazione cronica dei tessuti di sostegno dei denti, che causa l'insorgenza di tasche parodontali, sanguinamento delle gengive, mobilità dei denti e successiva perdita. per questo motivo bisogna intervenire precocemente nei primi stadi.


Nel mondo circa il 6,4% della popolazione è affetta da diabete, di cui l’85-90% è affetto da diabete tipo 2: la parodontite è considerata la sesta complicanza della malattia, il che significa che ha un’incidenza di comparsa pari al 75% nei pazienti diabetici rispetto ai soggetti sani. Con la consapevolezza che le due patologie sono estremamente correlate tra loro, è importante che il paziente diabetico richieda immediatamente una visita specialistica odontoiatrica alle prime avvisaglie di sanguinamento gengivale.L’igiene orale deve rappresentare uno step imprescindibile per il diabetico, ma le normali norme di pulizia dentale possono non essere sufficienti, per questo diventa indispensabile un controllo periodico presso il proprio odontoiatra di fiducia. Il trattamento di rimozione professionale di placca e tartaro (igiene dentale), se effettuato periodicamente, può ad esempio ridurre l’incidenza della parodontite e le conseguenti infiammazioni e infezioni dei tessuti molli orali, riducendo quindi anche il rischio che si inneschi tutto il processo patologico alla base della parodontite diabetica. Inoltre l’odontoiatra può assicurare una corretta disinfezione del cavo orale anche all’interno degli anfratti interdentali o nelle zone più difficili o impossibili da raggiungere con il classico spazzolino, che il paziente diabetico (e non), da solo, non potrà mai pulire.
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venerdì 8 dicembre 2017

Edentulia: per gli anziani c'è rischio deficit cognitivo

L'atto masticatorio favorisce l'afflusso di sangue al cervello e agisce positivamente su memoria, apprendimento e stato di veglia. Una masticazione ridotta, invece, è un fattore di rischio per lo sviluppo di deficit cognitivi, demenza e depressione


Un'indagine condotta da Doxa, per conto dell'Accademia italiana di odontoiatria protesica (Aiop), ha fotografato la situazione nel nostro Paese riguardo all'edentulia parziale o totale.
Se da tempo sono note le ripercussioni della mancanza degli elementi dentali sulla capacità masticatoria e sulla vita di relazione, recentemente sono state messe in luce in letteratura le conseguenze per la salute globale del paziente, specie se anziano, e sulle sue funzioni cognitive.
<<Nel 2003 l'Oms ha dichiarato che lo stato di salute orale rappresenta un elemento determinante nel mantenimento del benessere generale, riconoscendo per la prima volta l'influenza che l'apparato masticatorio può esercitare sul resto dell'organismo. Facendo una proporzione in base ai dati rilevati nel sondaggio, 5 milioni di italiani fra i 40 e 75 anni hanno deciso di non reintegrare i denti mancanti. Nel gruppo dei 65-75enni, un terzo del campione ha perso oltre 10 denti, con serie ripercussioni sulla funzione masticatoria. Recenti lavori scientifici hanno fatto il punto sulle attuali conoscenze circa il rapporto tra masticazione e funzioni cerebrali superiori, con una particolare attenzione ai problemi dell'invecchiamento e della demenza. Oggi sappiamo che l'atto masticatorio favorisce l'afflusso di sangue al cervello e agisce positivamente su memoria, apprendimento e stato di veglia. Una masticazione ridotta invece, invece, costituisce un fattore di rischio epidemiologico per lo sviluppo di deficit cognitivi, demenza e sindromi depressive. La riabilitazione di pazienti parzialmente o totalmente edentuli rappresenta quindi un intervento indispensabile non solo per contribuire a un bel sorriso e a migliorare condizioni di nutrizione, ma anche per rallentare i processi di invecchiamento del sistema nervoso centrale negli anziani>>.




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