martedì 19 dicembre 2017

Diabete e malattia parodontale

Diversi studi scientifici hanno permesso di mettere in relazione l’aumentata probabilità di sviluppare una parodontite nei pazienti affetti da diabete.




I soggetti affetti da diabete presentano delle disfunzioni del metabolismo glucidico dovute ad una imperfetta produzione di insulina o azione dell'insulina. Ciò provoca l'innalzamento degli zuccheri nel sangue; conseguenza che se non viene tenuta sotto controllo causa l'abbassamento delle difese immunitarie, e l’alterazione della capacità di risposta agli agenti infettivi batterici causati dal diabete. Questi due fattori insieme infatti facilitano l’insorgenza di gengiviti e parodontiti, così come di sanguinamento gengivale, problema aggravato anche dalla ridotta capacità di coagulazione del sangue.



La parodontite è un'infiammazione cronica dei tessuti di sostegno dei denti, che causa l'insorgenza di tasche parodontali, sanguinamento delle gengive, mobilità dei denti e successiva perdita. per questo motivo bisogna intervenire precocemente nei primi stadi.


Nel mondo circa il 6,4% della popolazione è affetta da diabete, di cui l’85-90% è affetto da diabete tipo 2: la parodontite è considerata la sesta complicanza della malattia, il che significa che ha un’incidenza di comparsa pari al 75% nei pazienti diabetici rispetto ai soggetti sani. Con la consapevolezza che le due patologie sono estremamente correlate tra loro, è importante che il paziente diabetico richieda immediatamente una visita specialistica odontoiatrica alle prime avvisaglie di sanguinamento gengivale.L’igiene orale deve rappresentare uno step imprescindibile per il diabetico, ma le normali norme di pulizia dentale possono non essere sufficienti, per questo diventa indispensabile un controllo periodico presso il proprio odontoiatra di fiducia. Il trattamento di rimozione professionale di placca e tartaro (igiene dentale), se effettuato periodicamente, può ad esempio ridurre l’incidenza della parodontite e le conseguenti infiammazioni e infezioni dei tessuti molli orali, riducendo quindi anche il rischio che si inneschi tutto il processo patologico alla base della parodontite diabetica. Inoltre l’odontoiatra può assicurare una corretta disinfezione del cavo orale anche all’interno degli anfratti interdentali o nelle zone più difficili o impossibili da raggiungere con il classico spazzolino, che il paziente diabetico (e non), da solo, non potrà mai pulire.
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venerdì 8 dicembre 2017

Edentulia: per gli anziani c'è rischio deficit cognitivo

L'atto masticatorio favorisce l'afflusso di sangue al cervello e agisce positivamente su memoria, apprendimento e stato di veglia. Una masticazione ridotta, invece, è un fattore di rischio per lo sviluppo di deficit cognitivi, demenza e depressione


Un'indagine condotta da Doxa, per conto dell'Accademia italiana di odontoiatria protesica (Aiop), ha fotografato la situazione nel nostro Paese riguardo all'edentulia parziale o totale.
Se da tempo sono note le ripercussioni della mancanza degli elementi dentali sulla capacità masticatoria e sulla vita di relazione, recentemente sono state messe in luce in letteratura le conseguenze per la salute globale del paziente, specie se anziano, e sulle sue funzioni cognitive.
<<Nel 2003 l'Oms ha dichiarato che lo stato di salute orale rappresenta un elemento determinante nel mantenimento del benessere generale, riconoscendo per la prima volta l'influenza che l'apparato masticatorio può esercitare sul resto dell'organismo. Facendo una proporzione in base ai dati rilevati nel sondaggio, 5 milioni di italiani fra i 40 e 75 anni hanno deciso di non reintegrare i denti mancanti. Nel gruppo dei 65-75enni, un terzo del campione ha perso oltre 10 denti, con serie ripercussioni sulla funzione masticatoria. Recenti lavori scientifici hanno fatto il punto sulle attuali conoscenze circa il rapporto tra masticazione e funzioni cerebrali superiori, con una particolare attenzione ai problemi dell'invecchiamento e della demenza. Oggi sappiamo che l'atto masticatorio favorisce l'afflusso di sangue al cervello e agisce positivamente su memoria, apprendimento e stato di veglia. Una masticazione ridotta invece, invece, costituisce un fattore di rischio epidemiologico per lo sviluppo di deficit cognitivi, demenza e sindromi depressive. La riabilitazione di pazienti parzialmente o totalmente edentuli rappresenta quindi un intervento indispensabile non solo per contribuire a un bel sorriso e a migliorare condizioni di nutrizione, ma anche per rallentare i processi di invecchiamento del sistema nervoso centrale negli anziani>>.




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